Negli ultimi quindici anni, l’industria dell’intrattenimento ha assistito a un’ondata crescente di ritorni al passato: un fenomeno trasversale che ha interessato tanto il cinema quanto il videogioco. È l’effetto nostalgia, una risposta culturale e commerciale al bisogno di comfort, familiarità e appartenenza generazionale. Così, mentre Hollywood sforna reboot e sequel di cult anni ’80 e ’90 come Ghostbusters: Afterlife, Top Gun: Maverick o Jurassic World, il mondo videoludico ha puntato forte su remaster e remake. Basti pensare a Final Fantasy VII Remake, Resident Evil 2, oppure alle edizioni rimasterizzate di saghe come Mass Effect, The Last of Us, Metroid Prime e Chrono Cross. Non si tratta solo di restauri tecnici: questi prodotti riscrivono il modo in cui ricordiamo e rigiocchiamo il passato, offrendo una seconda vita a titoli che hanno segnato l’immaginario collettivo. È in questo contesto che si inserisce SaGa Frontier 2 Remastered, recupero di un classico minore ma profondamente identitario del tardo periodo PlayStation.
La serie SaGa, creata da Akitoshi Kawazu, nasce nel 1989 su Game Boy con Makaitoushi Sa·Ga, noto in Occidente come The Final Fantasy Legend. Nonostante l’associazione iniziale con Final Fantasy per esigenze di marketing, SaGa si distingue subito per la sua struttura non lineare, il sistema di crescita atipico e la sperimentazione narrativa. I tre episodi su Game Boy ottengono ottimi riscontri, ma è con la trilogia Romancing SaGa su Super Famicom (1992–1995) che la serie si afferma in Giappone. Su PlayStation, SaGa Frontier (1997) e SaGa Frontier 2 (1999) portano avanti lo spirito sperimentale, con grafica acquerellata e trame multiple. Tuttavia, l’arrivo del 3D e la crescita vertiginosa dei valori produttivi relega SaGa a una nicchia, e la serie entra in una fase di stallo creativo, con Unlimited SaGa (2002) su PS2 accolto freddamente. Dopo anni di silenzio, il rilancio arriva con Switch: Romancing SaGa 3, SaGa Scarlet Grace e i remaster dei Frontier riscoprono una nuova utenza, rivelando un inatteso ritorno di fiamma per una saga mai veramente morta.
SaGa Frontier 2, pubblicato nel 1999 su PlayStation, rappresenta uno degli esperimenti più audaci della serie. Con uno stile visivo unico, fatto di fondali interamente disegnati ad acquerello, e una narrazione non lineare divisa tra due protagonisti — Gustave e Wil — il gioco si distingue sia all’interno del franchise SaGa che rispetto ad altri JRPG dell’epoca. A differenza di saghe più guidate come Final Fantasy o Dragon Quest, SaGa Frontier 2 punta su libertà narrativa, evoluzione dinamica delle abilità e un sistema di combattimento strategico diviso in Party Battle, Duelli e Guerre su larga scala. Dopo anni di culto silenzioso, Square Enix ha annunciato una remaster ufficiale che aggiorna grafica e UI, mantenendo intatti fascino e complessità. Questa nuova edizione mira a riposizionare l’opera nel panorama attuale, rendendola accessibile a una generazione cresciuta tra indie sofisticati e revival a tema retrò.