Twilight Monk: la recensione

Intraprendi un viaggio attraverso una terra vasta, alla scoperta di complessi dungeon pieni di nemici da combattere e abilità da acquisire.

Twilight Monk si distingue per una giocabilità sfaccettata che alterna diverse fasi: l’esplorazione metroidvania a scorrimento orizzontale è il cuore pulsante del gioco, con mappe interconnesse ricche di segreti, trappole e potenziamenti da sbloccare. A questa si affianca un overworld semi-aperto, dove il giocatore viaggia tra le regioni di Speria, incontrando nemici erranti e accedendo a dungeon via via più complessi. Le città HUB, come Crescent Isle e Central Speria, fungono da punti di ristoro e gestione risorse, offrendo NPC con cui interagire, negozi per acquistare potenziamenti e missioni secondarie che arricchiscono il world building. Il ritmo alterna momenti di esplorazione lenta a fasi più dinamiche, con combattimenti in tempo reale che, pur offrendo una discreta profondità grazie al Phantom Pillar e alle abilità speciali, risultano meno tecnici rispetto ad altri esponenti del genere. Le boss battle sono spettacolari ma accessibili, puntando più sul pattern reading che sulla difficoltà punitiva di un Hollow Knight. Se l’alternanza di fasi è ben bilanciata, alcuni elementi, come il sistema di gestione delle risorse, risultano meno incisivi e solo abbozzati.

Twilight Monk punta su una direzione artistica evocativa più che su un comparto tecnico all’avanguardia. Lo stile grafico, fortemente influenzato dalle illustrazioni originali di Trent Kaniuga, conferisce al gioco un’identità visiva distintiva, con ambientazioni dipinte a mano e personaggi ricchi di dettagli. L’uso del 2.5D è efficace, creando un mondo vibrante e ricco di atmosfera, anche se le animazioni talvolta risultano meno fluide rispetto ai migliori esponenti del genere. Dal punto di vista tecnico, il titolo si mantiene stabile, con un frame rate solido e tempi di caricamento contenuti, senza particolari problemi di ottimizzazione. Tuttavia, la risoluzione e alcuni effetti grafici rimangono essenziali, riflettendo un budget di produzione non elevato. Il risultato è comunque godibile: una semplicità curata, che privilegia l’impatto artistico rispetto alla potenza bruta, garantendo un’esperienza visivamente piacevole e coerente con il tono della narrazione.

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La recensione

7.5 Il voto

Twilight Monk si distingue nella saturata scena metroidvania grazie a una forte identità artistica e narrativa. Basato sull’universo creato da Trent Kaniuga, il gioco fonde esplorazione 2.5D, overworld e gestione delle risorse negli HUB cittadini. Il world building solido e le boss battle accessibili ne fanno un’esperienza coinvolgente, seppur con qualche elemento derivativo. Tecnicamente curato più nello stile che nella potenza, offre una grafica evocativa, un frame rate stabile e un gameplay vario e bilanciato.

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